La nostra terra
Foto 'La nostra Terra' pubblicata nel 2009

Editoriale del 19.10.2009 Gianluca Cinque presidente di San Gregorio Rinasce.

Ormai è arrivato l'inverno, la tendopoli sta smantellando, quasi tutti hanno cercato di trovare autonomamente una sistemazione per affrontare i mesi che ci separano dalla consegna dei nostri map (moduli abitativi provvisori). Qualcuno si è sistemato in roulotte e camper, qualcuno in container, qualche altro ha trovato posto, muovendosi con largo anticipo, in qualche albergo nelle zone limitrofe, altri sono ospiti dei pochi fortunati che hanno una casa agibile o sono in affitto.

La situazione è dura, le temperature sono scese di molto, la notte si tocca sovente lo zero e poi da qualche giorno c'è anche la pioggia che ci tiene compagnia.

Tra queste negatività, però, ci sono anche note positive, il progetto del villaggio provvisorio è ormai finito, così come anche la microzonazione, si attende solo l'inizio dei lavori e quello sarà un altro segnale di speranza.

Con l'occasione vogliamo tranquillizzare tutti i Sangregoriesi ribadendo che ormai il villaggio di map è cosa reale ed allo stesso tempo vorremmo ringraziarli per il sostegno e la fiducia che ci hanno fornito e continuano a fornirci, consapevoli del fatto che solo la nostra unità ci porterà lontano.



Editoriale del 6.11.2009 Gianluca Cinque presidente di San Gregorio Rinasce.

Mercoledì 4 novembre intorno alle ore 14:00 ha fatto comparsa la prima ruspa sull'area destinata alla realizzazione delle nostre case provvisorie, in seguito a poco a poco ne sono arrivate altre, insieme a loro tanti nostri compaesani che sono venuti a verificare con i loro occhi se il tam tam telefonico che si era scatenato fosse dovuto a fati veri.

Mercoledì 4 novembre intorno alle ore 14:00 ero in macchina con Tiziana, mia moglie, e Chiara, “il sindaco”, ed ho visto allentarsi la pressione sui loro volti e trasformarsi in commozione mentre facevamo strada agli operai che iniziavano ad affollare il cantiere.

Mercoledì 4 novembre intorno alle ore 14:00 ho ripensato a tutti i momenti vissuti e condivisi con i miei amici dalle 3e32 del 6 aprile: a quando sono fuggito di casa tenendo Tiziana per mano, a Cristian, mio cognato, e mia madre che scendeva per le scale con Filippo, mio nipote, tra le braccia, a mia zia terrorizzata alle voci concitate dei vicini, agli occhi di Donato, il mio vicino con il quale non parlavo da anni per i soliti ridicoli vecchi asti di paese, alle telefonate di mio fratello Mario, Antonella, mia sorella Daniela, Renzo, mia cognata Rosanna, a quando Mario e Fulvio hanno tratto in salvo Giulia dalle salvo Giulia dalle macerie, alle lacrime di gioia ad ogni bimbo dell'istituto tratto in salvo dai pompieri, alla felicità della notizia che Monica ne era venuta fuori viva grazie all'aiuto di Ciccilo, di Tiziano, di Gilmondo ed altri eroi, a quando Genesio è stato liberato dalle rovine della sua casa, al dolore silenzioso di chi invece aveva perso i propri cari.

Mercoledì 4 novembre intorno alle ore 14:00 forse per la prima volta ho guardato al terremoto con un pizzico di lucidità.

Mercoledì 4 novembre intorno alle ore 14:00 la commozione mia di Tiziana e di Chiara e forse di tanti altri, si è manifestata in una lacrima trattenuta a stento, una lacrima sola, perché ancora non è tempo di lasciarsi andare, questo è il primo importantissimo passo verso il ritorno alla normalità, verso il ritorno in una casa che ci permetta di riappropriarci della nostra serenità, necessaria per poterci dedicare con tutte le forze alla ricostruzione delle nostre case e del nostro paese.

Mercoledì 4 Novembre intorno alle ore 14:00 abbiamo avuto la riconferma che se crediamo in noi stessi e rimaniamo compatti possiamo raggiungere qualsiasi traguardo.